12.12.08

 

«La Chiesa, giudicando della valenza etica di taluni risultati delle recenti ricerche della medicina concernenti l’uomo e le sue origini, non interviene nell’ambito proprio della scienza medica come tale, ma richiama tutti gli interessati alla responsabilità etica e sociale del loro operato». Così recita il capo decimo della prima parte della nuova Istruzione della Congregazione per la dottrina della fede (Dignitas Personæ, 12 dicembre 08).

 

Il brano traccia con precisione il nuovo ambito di azione della Chiesa. Si tratta dell’ambito etico. L’Istruzione stabilisce una volta per tutte che la Chiesa non è più disposta a ingerirsi nelle questioni scientifiche — sperimentali, filosofiche, teologiche — e avverte che nel terzo millennio la sua vocazione sarà esclusivamente etica. 

 

Ciò fa pensare a un passo forse dimenticato di Thomas Mann, che dice: Religion und Ethik hätten nur insofern etwas miteinander zu tun, als diese den Verfall der ersteren darstelle: «Se la religione ha qualche punto di contatto con l’etica, è perché questa attesta il suo fallimento [Verfall]». La religione decade [verfällt] nell’etica. L’etica è la rovina [Verfall] della religione. In altre parole, l’Istruzione annuncia la Distruzione della Chiesa.

 

Al quinto capo della prima parte l’Istruzione toccava il problema dell’embrione: «La realtà dell’essere umano […] per tutto il corso della sua vita, prima e dopo la nascita, non consente di affermare né un cambiamento di natura né una gradualità di valore morale, poiché possiede una piena qualificazione antropologica ed etica. L’embrione umano, quindi, ha fin dall’inizio la dignità propria della persona».

 

Il ragionamento è semplice. L’individuo si evolve all’interno dello stesso stampo naturale. Dallo zigote alla maturità non c’è gradualità ma il dispiegamento unitario del medesimo progetto. Pars pro toto. L’embrione è persona in potenza.

 

Stranamente, l’identità dell’embrione e della persona procede di pari passo con la critica delle sperimentazioni con le cellule staminali. La stranezza consiste nel fatto che la Congregazione critica gli stessi principi che alimentano le sue argomentazioni. Com’è noto, le staminali sono cellule immature, o sia non specializzate, la cui caratteristica si può riassumere nella capacità di ‘mimare’ qualunque altro tipo di cellula. In questo senso le staminali sono cellule potenziali. A rigore una staminale non è una cellula, ma la possibilità di una cellula. Esattamente come l’embrione è la possibilità di una persona. La Chiesa critica la sperimentazione con le staminali, ma nello stesso tempo ascrive all’embrione uno statuto puramente potenziale. La stranezza siede infine in questo, che la pseudoteologia di Joseph Ratzinger tratta l’embrione alla stessa stregua di una staminale. Questo è precisamente il risultato della manipolazione etica della persona, in cui l'occhio esercitato intravede l'ultimo, sofisticato approdo dell'eugenetica.

 

index