heidegger a birkenau
La
sera del nove aprile del milletrecento (secondo altri era il ventisei
marzo), il Poeta attraversa il centro della terra. Guardare le cose dal centro era stato come guardarle dal loro
interno, che è il loro inferno.
Karl Schlögel osserva che la cittadina di Oswiecim è situata al centro dell'Europa. Guardare l'Europa da Oswiecim è come guardarla dal suo interno, dal suo inferno. Se andiamo a Oswiecim, possiamo scendere nell'inferno europeo coi nostri occhi di terra. Come Odisseo, come Dante, come Cristo.
Ci avviciniamo alla meta. Di colpo gli spazi si dilatano e sperimentiamo che niente è più vasto dell'inferno.
(Un ospedale più grande accoglie supplizi più grandi. Una scuola più grande accoglie sevizie più grandi. Un carcere più grande accoglie pene più grandi.)
Gli spazi illimitati di Birkenau appaiono infine perfettamente funzionali all'esplosione illimitata della violenza. Libera vastità, freie Weite, come premessa, promessa di libera violenza.
Birkenau è das Offene, l'Aperto.