macchina
Dice Orson
Welles: la macchina ha sempre ragione. Giusto, la macchina è infatti il
prodotto della ragione, in essa la ragione riconosce se stessa. E il discredito
mai lesinato alla macchina misura la distanza tra uomo e ragione.
Le macchine
non sono per l’uomo, sono l’uomo stesso. Senza le macchine l’uomo è
semplicemente impensabile. Un libro che facesse finalmente luce sulla natura
dell’uomo, sarebbe, al più alto grado, macchina.
madonna
Immagina un
pensiero la cui linea scorre sicura lungo l'asse della certezza. Conceptio
sine macula.
madre
Grande
Freud del Quattordici. Nello sviluppo sessuale la madre ci salva da noi stessi.
Ecco a che serve una madre. Spetta alla madre frapporsi tra l’io e il sé
(complesso d'Edipo). La madre impedisce la chiusura delle identità — una donna
ci taglia la strada a due passi dal Riconoscimento; il culo è salvo.
maestro
La maturità
spirituale non s’insegna; basta un solo maestro e il processo è bloccato per
sempre.
malattia
La cura di
sé tocca l'apoteosi nella malattia mortale.
male
Non le
guerre, non la fame, ma la disoccupazione mentale è il male radicale.
materialismo
Il cervello
del materialista decade col corpo.
maturità
Basta smettere
di bere e si torna adolescenti. La maturità è una conquista alcolica.
medicina
La
chiarezza è un'ossessione, l'oscurità non lo è affatto.
memoria
L’artificio
dell’intelligenza consiste nel sottrarsi alla memoria, che è l'ostacolo più
potente opposto al pensiero. Il controsenso sta allora nell’edificare
l’intelligenza artificiale sulla memoria.
L'importanza
della memoria nei calcolatori ci conferma in un sospetto che nessuna teoria
neuropsicologica potrà estirpare — l'estraneità della memoria al
pensiero.
La memoria
veritiera non ricorda niente. È sempre in cerca di quel punto in cui l'evento è
scomparso lasciando un intacco leggero sulla chiostra dell'evidenza.
mente
La pelle
della mente ospitale è elastica come quella dello scroto.
Se apri la
mente, la svuoti.
mestiere
L'esistenza
di un solo filosofo promuove l'insopportabile certezza che gli altri,
senza eccezioni, medici avvocati storici o fruttivendoli, non pensino —
mai.
metafisica
La metafisica
non supera i corpi, ma il tempo, che dei corpi è principio dissolutore.
meteo
Due sono le
stagioni del mondo — l’inverno e l’inferno. Presto ce ne sarà una sola.
metropoli
Nell’aria
sempre avvilente del mattino Fedro agita la pergamena come una muleta e la
vacca socratica lo insegue infoiata. Siamo in campagna. Ma di colpo l’incastro
dei concetti riproduce l’anelito turrito di Manhattan e sulla soffice sponda
dell’Ilisso il vecchio platano oscilla impercettibilmente come il Chrysler
Building lambito dall’onda sismica. — La lettura è fruttuosa.
mito
Europa ha
fallito l'esperimento americano.
Il mito
pensa la corporeità nello spazio, non nel tempo; pensa l'eternità del corpo,
non dell'anima.
Il mito è
la storia di un mondo senza storia e la storia è il mito di un mondo senza
mito.
mondo
Mondo e
spazio si scansano come l'Aperto e il Chiuso. Lo spazio, si dirà, pute.
All'origine delle sibaritiche formalizzazioni heideggeriane si può supporre una
morbosa irritabilità del nervo olfattivo.
L’economia
o scienza della ricchezza è la cosa più povera: non cambia mai. Oltre i concetti
di produttività e competitività il pensiero economico si ferma. Il mondo è
fermo perché ferma è l’economia. Strappato agli economisti, il mondo
rifiorirebbe.
Dio ha
creato il mondo non la terra; Aristotele può convivere anche oggi con le teorie
creazioniste.
Borghese
non è chi vive in un certo modo ma in un certo mondo, uno qualsiasi.
Non si
nasce venendo al mondo, si viene al mondo per nascere. Se muori, non sei mai
nato.
morte
La morte
non esiste, ha ragione il Saggio. Ma esistono i Morti.
L’uomo
mattiniero ha più tempo per delinquere. Moralità del sonno, illimitata moralità
della morte.
Nel giovane
la morte è presenza mentale, nel vecchio fisica. Questo permette al vecchio di
non pensarci.
La regina
Mut, oramai sessualmente invasata, invita l’Ebreo Giuseppe a morire l’uno
nell’altra (ineinander ersterben), poiché, soggiunge, «non tollero più a
lungo che noi [...] viviamo come Due». Questo è abissale. La vita e il dio
vivente, il dio ebraico e poi cristiano, separano e spaccano ciò che il sesso e
la morte uniscono e fondono; — feconda è solo la morte.