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«Il grande fascino del realismo socialista consiste nel fatto che quando si impose non piacque a nessuno. Non vi corrispondevano né un gusto né una aspettativa reali. Alla base delle sue produzioni c’era però la convinzione relativamente solida, secondo cui gli uomini avrebbero cominciato ad apprezzare quest’arte quando fossero diventati migliori – meno corrotti dalle attitudini borghesi. Così, il fruitore del realismo socialista veniva concepito come una parte dell’opera d’arte – e al tempo stesso come il suo prodotto specifico. Il realismo socialista fu il tentativo di foggiare dei sognatori capaci di sognare i sogni del socialismo».

B. Groys